Archivio della Categoria News

PENSAMENTU DE SORRES

13 maggio 2017  |  di Piero Careddu

UNA COPPIA DI GIOVANI CONTADINI CON LA MISSIONE DEL CANNONAU E UN’ OCCHIO ALL’AMBIENTE

Cherculufrosu (quercia fronzuta) è il nome della Vigna poggiata su una delle colline più alte della Romangia. Da una parte il Golfo dell’Asinara e un lungo pezzo della Marina di Sorso, dall’altra Osilo e l’Anglona. Una vigna che, a parte la poesia del panorama mozzafiato, potrebbe essere catalogata fra quelle della cosiddetta “viticoltura eroica”: pendenze folli per vendemmiatori coraggiosi, che formano geometrie sinuose e poetiche se ad ammirarle non è il contadino che deve potare, sovesciare, zappare e raccogliere.

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STURMTRUFFEN (come ti frego sull’etichetta)

21 marzo 2017  |  di Piero Careddu

TARIBARI E’ DA ANNI IMPEGNATO PER L’OTTENIMENTO DELL’OBBLIGO DELL’INDICAZIONE IN ETICHETTA DI TUTTO IL CONTENUTO DI UN VINO. LA LEGGE CHE STAREBBE PER PARTORIRE LA COMMISSIONE EUROPEA PUZZA DI IMBROGLIO DA LONTANO. OSPITIAMO CON PIACERE IL COMUNICATO STAMPA DI CONTADINI CRITICI/VIGNAIOLI UNITI.

LE NUOVE NORME SULL’ETICHETTATURA DEI VINO SONO UNA BEFFA PER I CONSUMATORI,

UN DANNO PER I PICCOLI PRODUTTORI, UN VANTAGGIO PER I SOLI VINI INDUSTRIALI.

I Contadinicritici/Vignaioliuniti, in attesa che il Mipaaf risponda alla lettera inviatagli il 3 marzo u.s., (che nel frattempo ha raddoppiato i firmatari ,400), e dopo aver raccolto in pochi giorni 5800 firme sulla petizione pubblicata sul sito change.org., vogliono esprimere la propria idea a in merito alle nuove norme sull’etichettatura. (continua…)

Il miracolo delle rose

16 marzo 2017  |  di Piero Careddu

Sto scrivendo due cosette su “Chi salverà Rose?”, film di Cesare Furesi in uscita oggi nelle sale, prima di tutto per tirare le orecchie ad Antonio Careddu che, oltre ad essere un elemento importante del cast, nonchè mio figlio, è un collaboratore di questo blog. (continua…)

Alessia, l’andalusa per caso

22 febbraio 2017  |  di Piero Careddu
Tempi curiosi. Tempi nei quali incontro gente che va e sparisce, gente che torna e investe in zone disastrate, gente che non è mai voluta andare via. Ci  sono poi alcuni che partono e trovano la loro dimensione. Si fermano, sbattono il muso con le difficoltà e poi riescono con coraggio e pazienza a farsi amare dagli indigeni del luogo che li ha accolti. E che non hanno nessuna intenzione di tornare, almeno per ora. Io e Alessia ci siamo visti dal vivo un paio di volte, forse tre e, miracolo delle affinità, ci consideriamo amici. (continua…)