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	<title>Commenti a: La rivoluzione sarà un pranzo di gala?</title>
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	<description>Cibo, vino e tempo da perdere</description>
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		<title>Di: tommaso sussarello</title>
		<link>https://www.taribari.org/taribari/?p=191#comment-222</link>
		<dc:creator>tommaso sussarello</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 15:27:59 +0000</pubDate>
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		<description>“l’oggi discende dall’ieri e il domani è il frutto del passato” afferma Jacques Le Goff. Particolarmente in un paese come il nostro, che fa delle sue peculiarità storico-territoriali una delle maggiori risorse economiche. Quindi se la &lt;i&gt;tavola &lt;/i&gt;italiana rappresenta una scena di ineguagliabile ampiezza, altrettanto la sua rappresentazione formale potrebbe eguagliare le migliori rappresentazioni artistiche. Guardare al passato di questi tempi potrebbe aiutare quantomeno a liberarci dall&#039;oppressione di un presente vacuo, per rifondare un futuro ricco di stimoli di suggestione leggendaria. Ben venga quindi la &lt;i&gt;rivoluzione dal pranzo di gala&lt;/i&gt; che attraverso un preciso spartito possa farci ritrovare le note perdute dello stare insieme. Siamo donne e uomini e siamo di carne, fatti di cibo e vino ed emozioni, per questo sono daccordo con le De.Co., la strategia della filiera corta e con quant&#039;altro possa metterci in relazione con l&#039;essenza profonda di ciò che ci nutre.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>“l’oggi discende dall’ieri e il domani è il frutto del passato” afferma Jacques Le Goff. Particolarmente in un paese come il nostro, che fa delle sue peculiarità storico-territoriali una delle maggiori risorse economiche. Quindi se la <i>tavola </i>italiana rappresenta una scena di ineguagliabile ampiezza, altrettanto la sua rappresentazione formale potrebbe eguagliare le migliori rappresentazioni artistiche. Guardare al passato di questi tempi potrebbe aiutare quantomeno a liberarci dall&#8217;oppressione di un presente vacuo, per rifondare un futuro ricco di stimoli di suggestione leggendaria. Ben venga quindi la <i>rivoluzione dal pranzo di gala</i> che attraverso un preciso spartito possa farci ritrovare le note perdute dello stare insieme. Siamo donne e uomini e siamo di carne, fatti di cibo e vino ed emozioni, per questo sono daccordo con le De.Co., la strategia della filiera corta e con quant&#8217;altro possa metterci in relazione con l&#8217;essenza profonda di ciò che ci nutre.</p>
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		<title>Di: antonio canu</title>
		<link>https://www.taribari.org/taribari/?p=191#comment-221</link>
		<dc:creator>antonio canu</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 11:20:30 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Tommy, penso che c&#039;azzecchi! Penso che il doppio binario del desiderio-piacere e della qualita&#039;-tipologia degli alimenti possa contribuire a scardinare in modo gioioso la società repressiva totalitaria che ci opprime. E non si tratta più solo di oppressione materiale ma di invasione della vita e dell&#039;immaginario, ultimo territorio semi-libero in via di colonizzazione su cui si gioca la nostra capacità di resistenza.
Farci dunque moltitudine desiderante, famelica di appagamento ma sempre affamata di nuove insoddisfazioni da colmare. Dove il biopotere ivade vita e desideri scatenare azioni biopolitiche di ribellione. Che, nel nostro piccolo, si consumano anche scegliendo cosa mangiare, cosa bere, cosa leggere, cosa poter sognare. L&#039;ultima battaglia veronelliana sulla filiera corta, le Denominazioni Comunali dei prodotti della terra (contro la industrializzazione transnazionale dell&#039;agricoltura) aveva non a caso scelto l&#039;antico motto libertario &quot;Terra e Libertà&quot;. Manolo lo sapeva.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Tommy, penso che c&#8217;azzecchi! Penso che il doppio binario del desiderio-piacere e della qualita&#8217;-tipologia degli alimenti possa contribuire a scardinare in modo gioioso la società repressiva totalitaria che ci opprime. E non si tratta più solo di oppressione materiale ma di invasione della vita e dell&#8217;immaginario, ultimo territorio semi-libero in via di colonizzazione su cui si gioca la nostra capacità di resistenza.<br />
Farci dunque moltitudine desiderante, famelica di appagamento ma sempre affamata di nuove insoddisfazioni da colmare. Dove il biopotere ivade vita e desideri scatenare azioni biopolitiche di ribellione. Che, nel nostro piccolo, si consumano anche scegliendo cosa mangiare, cosa bere, cosa leggere, cosa poter sognare. L&#8217;ultima battaglia veronelliana sulla filiera corta, le Denominazioni Comunali dei prodotti della terra (contro la industrializzazione transnazionale dell&#8217;agricoltura) aveva non a caso scelto l&#8217;antico motto libertario &#8220;Terra e Libertà&#8221;. Manolo lo sapeva.</p>
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		<title>Di: tommaso sussarello</title>
		<link>https://www.taribari.org/taribari/?p=191#comment-220</link>
		<dc:creator>tommaso sussarello</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 22:54:03 +0000</pubDate>
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		<description>Carissimo Antonio, che bello questo &quot;La rivoluzione sarà un pranzo di gala?&quot; Parlo del concetto che la frase esprime, naturalmente. Mi fa pensare quanto può essere interessante una corretta forma, a contorno di un altrettanto eccellente materia prima. Una bella cena &quot;rossiniana&quot; regolata dalle norme perfette del convivio può decisamente fornire l&#039;alternativa a tanta &quot;volgarità&quot; del quotidiano. Mi piacerebbe davvero approfondire l&#039;argomento e ragionare delle sfaccettature, dei rapporti uomo-uomo-cibo all&#039;interno del gruppo-tribù che si raccoglie ed interfaccia nel rito millenario del désco. Che ne pensi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimo Antonio, che bello questo &#8220;La rivoluzione sarà un pranzo di gala?&#8221; Parlo del concetto che la frase esprime, naturalmente. Mi fa pensare quanto può essere interessante una corretta forma, a contorno di un altrettanto eccellente materia prima. Una bella cena &#8220;rossiniana&#8221; regolata dalle norme perfette del convivio può decisamente fornire l&#8217;alternativa a tanta &#8220;volgarità&#8221; del quotidiano. Mi piacerebbe davvero approfondire l&#8217;argomento e ragionare delle sfaccettature, dei rapporti uomo-uomo-cibo all&#8217;interno del gruppo-tribù che si raccoglie ed interfaccia nel rito millenario del désco. Che ne pensi?</p>
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		<title>Di: antonio canu</title>
		<link>https://www.taribari.org/taribari/?p=191#comment-218</link>
		<dc:creator>antonio canu</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 11:13:40 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Giulia, ben venuta e grazie per la dritta. La tua mini recensione ci accende di curiosita&#039; e desiderio. Oggi corro a cercare il libro di cui parli che sembra tanto, dalle tue parole, sintonizzato sulle nostre frequenze.
Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Giulia, ben venuta e grazie per la dritta. La tua mini recensione ci accende di curiosita&#8217; e desiderio. Oggi corro a cercare il libro di cui parli che sembra tanto, dalle tue parole, sintonizzato sulle nostre frequenze.<br />
Grazie</p>
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		<title>Di: giulia</title>
		<link>https://www.taribari.org/taribari/?p=191#comment-216</link>
		<dc:creator>giulia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 09:13:38 +0000</pubDate>
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		<description>E vogliamo non parlare di &quot;Nel giardino del diavolo - Storia lussuriosa dei cibi proibiti&quot; di Stewart Lee Allen? Questa improvvisa visione di un tavolo &quot;allettante&quot; mi strappa un cenno al libro che mi è stato suggerito mesi fa nel bel mezzo del mio momento di cucina splatter, quando di fronte alle cervella incellophanate in bella vista nei banchi frigo rimanevo indecisa tra il raccapriccio e il desiderio di buttare in padella questo ignoto figuro (mai viste cervella al di fuori di mezza testina arrosto, nel mio piatto). Che poi nemmeno le ho mai comprate, ma il libro si. Menu suddivisi per i 7 peccati brutti e cattivi (più un ottavo), tra paté di fegato di codardo, torte da mangiare con la mano sinistra, un sinistro liquore dei tre peni, e un superbo cocktail servito con disprezzo.
E ancora non è ora di pranzo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E vogliamo non parlare di &#8220;Nel giardino del diavolo &#8211; Storia lussuriosa dei cibi proibiti&#8221; di Stewart Lee Allen? Questa improvvisa visione di un tavolo &#8220;allettante&#8221; mi strappa un cenno al libro che mi è stato suggerito mesi fa nel bel mezzo del mio momento di cucina splatter, quando di fronte alle cervella incellophanate in bella vista nei banchi frigo rimanevo indecisa tra il raccapriccio e il desiderio di buttare in padella questo ignoto figuro (mai viste cervella al di fuori di mezza testina arrosto, nel mio piatto). Che poi nemmeno le ho mai comprate, ma il libro si. Menu suddivisi per i 7 peccati brutti e cattivi (più un ottavo), tra paté di fegato di codardo, torte da mangiare con la mano sinistra, un sinistro liquore dei tre peni, e un superbo cocktail servito con disprezzo.<br />
E ancora non è ora di pranzo&#8230;</p>
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		<title>Di: Antonio Canu</title>
		<link>https://www.taribari.org/taribari/?p=191#comment-208</link>
		<dc:creator>Antonio Canu</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jun 2008 06:29:44 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;p&gt;Grazie Marco della visita e dell&#039;inserimento tra i consigliati (assai gradito). Ma non fare il modesto con la storia del bloggetto. &lt;a href=&quot;http://melmoday.blogspot.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;melmoday.blogspot.com&lt;/a&gt;, si chiama cosi&#039; e lo dico per chi ci legge, e&#039; veramente ben fatto, divertente e stimolante e poi...quell&#039;articolo del Sassicaia abbinato alla vittoria dll&#039;inter scritto da un laziale...mmm che goduria!&lt;/p&gt;
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Marco della visita e dell&#8217;inserimento tra i consigliati (assai gradito). Ma non fare il modesto con la storia del bloggetto. <a href="http://melmoday.blogspot.com">melmoday.blogspot.com</a>, si chiama cosi&#8217; e lo dico per chi ci legge, e&#8217; veramente ben fatto, divertente e stimolante e poi&#8230;quell&#8217;articolo del Sassicaia abbinato alla vittoria dll&#8217;inter scritto da un laziale&#8230;mmm che goduria!</p>
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		<title>Di: Marco</title>
		<link>https://www.taribari.org/taribari/?p=191#comment-206</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2008 13:51:57 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Antonio..complimenti per il bel blog, le ottime foto e la fantastica introduzione.
Siete molto professionali...immagino la faccia che hai fatto quando hai letto il nostro blogghetto...;)
Noi siamo solo appassionati magnoni e sbevazzanti.

Dalla prossima settimana sarete &quot;consigliati&quot;...se ciò non vi scoccia !

Ciao,ciao
Marco.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Antonio..complimenti per il bel blog, le ottime foto e la fantastica introduzione.<br />
Siete molto professionali&#8230;immagino la faccia che hai fatto quando hai letto il nostro blogghetto&#8230;;)<br />
Noi siamo solo appassionati magnoni e sbevazzanti.</p>
<p>Dalla prossima settimana sarete &#8220;consigliati&#8221;&#8230;se ciò non vi scoccia !</p>
<p>Ciao,ciao<br />
Marco.</p>
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	<item>
		<title>Di: piero</title>
		<link>https://www.taribari.org/taribari/?p=191#comment-202</link>
		<dc:creator>piero</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2008 18:25:51 +0000</pubDate>
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		<description>Diavolo d&#039;un Kanu! Che bella sorpresa! Mi avevi accennato all&#039;idea di riproporre gli articoli degli in cui eravamo più giovani e spensierati, ma non pensavo saresti stato così veloce; a questo punto lasciami esprimere un desiderio: mi piacerebbe rivedere sul web la MITICA verticale di Marchese di Villamarina...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Diavolo d&#8217;un Kanu! Che bella sorpresa! Mi avevi accennato all&#8217;idea di riproporre gli articoli degli in cui eravamo più giovani e spensierati, ma non pensavo saresti stato così veloce; a questo punto lasciami esprimere un desiderio: mi piacerebbe rivedere sul web la MITICA verticale di Marchese di Villamarina&#8230;</p>
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