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	<title>Taribari &#187; Assaggi distillati e liquori</title>
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	<description>Cibo, vino e tempo da perdere</description>
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		<title>VOLO MAGICO CON RUM PYRAT XO</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Feb 2011 08:29:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Careddu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi distillati e liquori]]></category>
		<category><![CDATA[Canzoni ubriache]]></category>

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		<description><![CDATA[Un disco di pura nostalgia per questa Canzone Ubriaca numero 21. Il più bel disco di uno dei musicisti più attvi e indipendenti della scena degli anni 70 italiani: Volo Magico nr. 1 di un Claudio Rocchi che attraversava il suo momento più carico di creatività, energia e misticismo. Un viaggio in forma di disco che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.taribari.org/taribari/wp-content/uploads/2011/02/DSC_0035.jpg"></a><a href="http://www.taribari.org/taribari/wp-content/uploads/2011/02/DSC_0037.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1130" title="DSC_0037" src="http://www.taribari.org/taribari/wp-content/uploads/2011/02/DSC_0037.jpg" alt="" width="451" height="214" /></a></p>
<p><a href="http://www.taribari.org/taribari/wp-content/uploads/2011/02/volomagico_02.jpg"><img title="volomagico_02" src="http://www.taribari.org/taribari/wp-content/uploads/2011/02/volomagico_02.jpg" alt="" width="452" height="227" /></a></p>
<p>Un disco di pura nostalgia per questa Canzone Ubriaca numero 21. Il più bel disco di uno dei musicisti più attvi e indipendenti della scena degli anni 70 italiani: Volo Magico nr. 1 di un Claudio Rocchi che attraversava il suo momento più carico di creatività, energia e misticismo.<span id="more-1113"></span> Un viaggio in forma di disco che racconta a 360 gradi l’interiore bagaglio di esperienze di un artista che è cresciuto all’insegna di scelte radicali e suonando solo quello che davvero gli piaceva suonare insieme alla grande forza della sua poesia. Uscito da poco tempo dall’esperienza con gli Stormy Six, dei quali era stato bassista e fondatore, e dopo il primo disco da solista, Viaggio, in collaborazione con Mauro Pagani, nel ’71 ecco il capolavoro Volo Magico nr. 1. La bellezza ipnotica di un’intera facciata di LP tutta giocata sugli intrecci di due grandi della chitarra di quegli anni che erano Alberto Camerini e Ricky Belloni con l’apporto determinate della voce di un’altra icona della psichedelia italiana che è stata Donatella Bardi. “La realtà non esiste” è il vero manifesto ideologico di tutto il percorso musicale e poetico di Claudio Rocchi: la sintesi del suo approccio esistenziale visto anche nella prospetiva futura. Per chi allora come me freackettonava e aspettava fiducioso l’avvento di quella rivoluzione pacifica che speravamo avrebbe scosso le anime di tutti, la musica di Claudio ha rappresentato una indimenticabile colonna sonora. Ieri ho messo nel lettore Volo Magico nr. 1 in uno dei rari momenti di solitudine di cui posso godere a casa. In realtà dovevo assaggiare un nuovo distillato appena regalatomi.</p>
<p><strong><em>RUM PYRAT &#8211; RESERVE XO</em></strong><br />
Assaporare due dita di Rum Pyrat XO Reserve con la lentezza che la base musicale richiedeva è stato uno dei momenti spiritualmente più significativi di queste ultime settimane. PYRAT XO Reserve viene prodotto in una minuscola isoletta delle Piccole Antille chiamata Anguila. Territorio del Regno Unito, l’isola è situata a est di Puerto Rico e a poche miglie dalle più conosciute Guadalupa e Santa Lucia e appartiene alla lista nera dei paradisi fiscali. Il Pyrat è un distillato incantevole: prodotto secondo la tradizione anglo-caraibica, nasce da un blend di numerosi rum con invecchiamento minimo di 15 anni e matura in botti medie di rovere francese e americano. Grande olfatto di spezie nobili, miele, cocco e quel “ranciò” che tanto lo avvicina a un grande Cognac. In bocca è morbido, suadente con aromi riconducibili all’olfatto e una impressionante lunghezza aromatica che ti consente di berne poco tanto è appagante. Grazie a chi me lo ha portato da Miami regalandomi una grande esperienza di assaggio.<a href="http://www.taribari.org/taribari/wp-content/uploads/2011/02/DSC_0035.jpg"><img title="DSC_0035" src="http://www.taribari.org/taribari/wp-content/uploads/2011/02/DSC_0035.jpg" alt="" width="450" height="368" /></a></p>
<p><a href="http://www.taribari.org/taribari/wp-content/uploads/2011/02/volomagico_02.jpg"></a></p>
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		<title>Edmundo Dantes. Scuola cubana del ron</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 23:35:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Careddu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi distillati e liquori]]></category>

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		<description><![CDATA[Cuba è luogo di grandi contraddizioni, di trionfo di mescolanze, di odori che non si dimenticano. E&#8217; la sua grande musica, il suo tabacco unico al mondo e mille altre cose. Una delle poche che non è mai riuscita a conquistarmi, salvo rare eccezioni, è la maggioranza dei suoi ron: tutti uguali uno all&#8217;altro, senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.taribari.org/taribari/wp-content/uploads/2008/03/scuola-cubana-del-ron.jpg" alt="Ballo a cuba" /></p>
<p>Cuba è luogo di grandi contraddizioni, di trionfo di mescolanze, di odori che non si dimenticano. E&#8217; la sua grande musica, il suo tabacco unico al mondo e mille altre cose. Una delle poche che non è mai riuscita a conquistarmi, salvo rare eccezioni, <span id="more-105"></span> è la maggioranza dei suoi ron: tutti uguali uno all&#8217;altro, senza grande personalità, prodotti per un pubblico acritico e non molto interessato a cercare le emozioni che sa darti un grande distillato di canna. Pur essendo universalmente noto che la materia prima di base, la canna da zucchero, è eccellente viene da chiedersi come mai le acquaviti che ne derivano siano così poco intriganti; credo che le motivazioni principali vadano ricercate nell&#8217;obsolescenza delle distillerie con i loro alambicchi ormai vecchi e anacronistici, la fuga dei migliori maestri distillatori verso mete più remunerative come Venezuela, States e Santo Domingo, il voler accontentare un target di consumatori che ancora considera il ron cubano un distillato buono <a href="http://www.taribari.org/taribari/wp-content/uploads/2008/03/31761.jpg" title="31761.jpg"><img align="left" src="http://www.taribari.org/taribari/wp-content/uploads/2008/03/31761.thumbnail.jpg" alt="31761.jpg" title="31761.jpg" /></a>solo per i drink miscelati. La scoperta del Ron Anejo Reseva Especial 15 anni EDMUNDO DANTES assume per me un valore particolare: Evviva! dai tempi dell&#8217;ultimo meraviglioso Matusalem, ormai sparito dalla circolazione e scippato dall&#8217;arroganza yanqui, non mi capitava di bere un ottimo ron dell&#8217;Isla Grande. Prodotto in sole 3000 bottiglie all&#8217;anno, 800 delle quali importate in Italia dalla Velier di Genova, Edmundo Dantes oltre ad avvicinarsi alla perfezione del suo più famoso cugino Matusalem, è un&#8217;ottima sintesi della grande scuola di distillati in stile cubano; l&#8217;ho assaggiato oggi 6 marzo 2008 alle 23,40.</p>
<p><strong>EDMUNDO DANTES<br />
Ron Anejo Reserva Especial 15 anos<br />
Santiago de Cuba</strong></p>
<p><strong>Inportatori: VELIER, Genova</strong></p>
<p>Color miele con riflessi di oro nuovo, brillante e denso. Naso soave ed elegante; le note vanigliate fanno da base ad una lunga serie di riconoscimenti speziati e vegetali: cannella e pepe bianco con ricordi di mango e lavanda; tabacco biondo e miele con un finale di idrocarburi che da forza all&#8217;impianto olfattivo.<br />
L&#8217;ingresso al palato è inizialmente discreto per poi esplodere dopo la prima deglutizione in sensazioni di grande saporosità speziata; impressionanti l&#8217;equilibrio alcolico e la sensazione setosa che lo fanno scorrere tra palato e gola senza la minima aggressività. Finale di grande pulizia che ti richiama immediatamente un altro sorso; richiami retronasali di anice e frutta secca.</p>
<p>Da bere con: cioccolato fondente Amedei 70% cru Madagascar, formaggi erborinati, crostini di pane al sesamo con patè di pesce affumicato, sigaro La Gloria Cubana Medaille d&#8217;Or nr.3 (panetela largas)</p>
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		<title>Tre rum a confronto</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 11:34:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Careddu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi distillati e liquori]]></category>

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		<description><![CDATA[Tre bottiglie fuori dai circuiti commerciali classici; tre rum che non troverete mai negli scaffali di discoteche o bar di periferia ma che allo stesso tempo non sono introvabili poiché regolarmente distribuiti in Italia. Per chi si è avvicinato da poco al mondo dei distillati e dei rum in particolare ricordo che queste acquaviti si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img align="left" src="http://www.taribari.org/taribari/wp-content/uploads/2008/01/rum1.jpg" alt="Rum" title="Rum" /></strong>Tre bottiglie fuori dai circuiti commerciali classici; tre rum che non troverete mai negli scaffali di discoteche o bar di periferia ma che allo stesso tempo non sono introvabili poiché regolarmente distribuiti in Italia. Per chi si è avvicinato da poco al mondo dei distillati e dei rum in particolare ricordo che queste acquaviti si dividono in: Rum Industriali o di Zuccherificio: in questo caso <span id="more-24"></span>la materia prima, la canna da zucchero, viene lavorata per la produzione dello zucchero stesso; il sottoprodotto di questo ciclo produttivo è una melassa che viene mandata alla distillazione: si ottengono generalmente distillati commerciali e di facile beva in quanto morbidi e con un gusto vicino a quello del mercato occidentale presso il quale trovano grande apprezzamento. Si produce rum industriale soprattutto a Cuba, Puerto Rico, Venezuela, Messico, Colombia.Rum Agricoli: in questo la canna da zucchero viene lavorata col il preciso obbiettivo di ottenere il rum: dalla triturazione di fusti si ottiene un succo, chiamato Vesoù che viene distillato dando vita a delle acquaviti di maggiore complessità organolettica e forse un po’ ostiche ai palati meno allenati. I maggiori produtori di rum agricolo sono la Martinica, Guadalupa, Trinidad, le tre Guyana. Non fate l’errore di enfatizzare le parole industriale e agricolo e di dare loro significati troppo rigidi: esistono rum industriali di ottimo livello cosi come ci si può imbattere in agricoli dozzinali o quantomeno poco interessanti!</p>
<p><strong>RON CUBAY Anejo</strong><br />
<em>Corporacion Cuba Ron S.A. – La Habana, Cuba 38°vol<br />
Distribuito in Italia da: Farmavenda spa &#8211; Milano (in coll. con Partesa)</em></p>
<p>Una mia recente scoperta sconosciuta persino a molti cubani. Una piccola distilleria di Villa Clara la cui produzione è stata curiosamente ceduta ad un’industria farmaceutica italiana in cambio di preziosi farmaci dei quali l’Isla Grande, grazie al vergognoso embargo, ha tremenda necessità.<br />
Ron cubano classico di buona fattura e con una marcia in più. Profilo olfattivo di intensità medio-alta con confettura di albicocche e buccia di mango in primo piano, supportati da note floreali di camomilla; il tutto poggia su un tappeto variegato di spezie con cannella e vaniglia in primo piano.<br />
Al palato ha un ingresso lento e carezzevole con la carica alcolica ben contenuta dalle percezioni amarognole di un retrogusto di cedro candito in un finale di caramella e cioccolato bianco.<br />
Da bere con: cioccolato fondente 70% in pastiglie Gobino (Torino) e sigaro toscano Soldati.<br />
Valutazione dell’appagamento: 82/100</p>
<p><strong>DEPAZ vsop</strong><br />
<em>Rhum vieux agricole. Rèserve Spèciale.<br />
Appelation Martinique Controlèe<br />
Depaz, Saint Pierre, Martinique. 45°vol<br />
Distribuito in Italia da Velier – Genova</em></p>
<p>Una delle scoperte in materia di rum più interessanti degli ultimi anni. Elegantissima interpretazione di Rhum Agricole di scuola martinicana, realizzato assemblando acqueviti con diversi livelli di invecchiamento, secondo la logica “charentaise” di chi produce Cognac. Naso di grande finezza ed espressività: susseguirsi di suggestioni floreali con geranio e lavanda che si alternano a ricordi di dolcetti al cocco e albicocca candita; note balsamiche e resinose chiudono fondendosi a note di curry e idrocarburi. In bocca soave e deciso allo stesso tempo da conferma immediata di gran parte delle sensazioni nasali con l’aggiungersi di gradevolissime percezioni vegetali tipiche dei rhum di buona fattura; dopo le prime deglutizioni il palato si pregna di richiami alle spezie in un finale di tabacco da pipa e grande armonia.<br />
Da bere con: tartine di pane di sesamo con anguilla affumicata, roquefort giovane, sigaro Partagas serie D nr. 4<br />
Valutazione dell’appagamento: 96/100</p>
<p><strong>SEA WYNDE pot still rum</strong><br />
<em>Product of Jamaica &amp; Guyana 46° vol<br />
Bottled by Broxburn Bottlers ltd<br />
Broxburn, West Lothian, Scotland<br />
Distribuito in Italia da Gulfi</em></p>
<p>Sea Wynde è la riproposizione di una tradizione della Marina Reale Britannica, risalente al 1700, di assemblare rum di botti di diversa provenienza; in questo caso il melange è di acqueviti provenienti da due zone particolarmente vocate: Giamaica e Guyana. Il risultato è un distillato dal corredo olfattivo di rara complessità, con uno stile così marcatamente british da renderlo assimilabile a un whisky delle Isole scozzesi. Iodio e legni profumati fanno da base a sensazioni balsamiche e di frutta secca; sacchetto di fiori secchi da cassetto con rosa e lavanda in primo piano chiudono un’ampio ventaglio di riconoscimenti. Palato deciso e virile con alcool in evidenza in primo ingresso; espansione lenta e appagante con riconoscimenti retronasali di zenzero e coriandolo;<br />
il finale mantiene una morbida ed equilibrata complessità.<br />
Da bere con: dolci di pasta di mandorle, pecorini stagionati, tonno affumicato, sigaro Due Mondi di Andrea Molinari.<br />
Valutazione dell’appagamento: 90/100</p>
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