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	<title>Taribari &#187; Segnalazioni</title>
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	<description>Cibo, vino e tempo da perdere</description>
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		<title>Joy-jo, fuga dell&#8217; anima</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2014 09:53:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Careddu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Faccia a faccia]]></category>
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		<description><![CDATA[FACCIA A FACCIA CON GIOVANNA CANU, L&#8217;ARTISTA SARDA CHE CREA GIOIELLI DI ALTO DESIGN CON PARTICOLARI TECNICHE ARTIGIANALI. Si parla tanto di fuga di cervelli e il riferimento è quasi sempre legato a personalità del mondo della scienza o del hi-tech. Ci troviamo invece davanti al deserto verbale assoluto quando si tratta di provare ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.taribari.org/taribari/wp-content/uploads/2014/10/3381.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2049" title="3381" src="http://www.taribari.org/taribari/wp-content/uploads/2014/10/3381.jpg" alt="" width="403" height="197" /></a><br />
<a href="http://www.taribari.org/taribari/wp-content/uploads/2014/10/DSC_0662.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2048" title="DSC_0662" src="http://www.taribari.org/taribari/wp-content/uploads/2014/10/DSC_0662.jpg" alt="" width="403" height="125" /></a></p>
<p><strong>FACCIA A FACCIA CON GIOVANNA CANU, L&#8217;ARTISTA SARDA CHE CREA GIOIELLI DI ALTO DESIGN CON PARTICOLARI TECNICHE ARTIGIANALI.</strong></p>
<p>Si parla tanto di fuga di cervelli e il riferimento  è quasi sempre legato a personalità  del mondo della scienza o del hi-tech.  Ci troviamo invece davanti al deserto verbale assoluto quando si tratta di provare ad analizzare La fuga dei Cuori e delle Anime e mi riferisco a quelle persone con talenti e sensibilità unici che  non hanno trovato dimensione  e spazi espressivi nella loro terra di nascita.  Giovanna Canu è un “Anima in Fuga” per eccellenza:  Sassarese di nascita con sangue pattadese,  lascia la Sardegna giovanissima per laurearsi in Architettura e Design a Milano dove intraprende inizialmente una brillante carriera di manager che, pur dandole appagamento dal punto di vista materiale,  non le consente  di lasciar fluire quel fuoco artistico che ardeva sotto le ceneri di una quotidianità evidentemente non troppo stimolante per lei.</p>
<p><a href='https://www.youtube.com/watch?v=IieggRNvISQ' >watch?v=IieggRNvISQ</a><span id="more-2046"></span></p>
<p>Poi Barcellona e la sua calda accoglienza  che le regala l’incontro con l’arte della gioielleria artigiana, la scoperta della tessitura dei metalli con grandi Maestri come Jaime Diaz, Stephanie Barbiè e Judy Mc Caigh fra gli altri.  Cito Giò dalle sue note autobiografiche:  “…Poi l’incontro con la textile jewellery di Arline M Fisch: i suoi libri, ormai fuori catalogo, mi riconsegnano una tecnica di tessitura imparata ancora bambina, da mia nonna &#8230;ed è stato come riprendere in mano uno dei fili della mia vita . Inizio da autodidatta attingendo da questi insegnamenti che sembravano dimenticati e poi mi perfeziono a Firenze sotto la guida esperta e geniale di Doris Maninger, co-direttrice della scuola di gioielleria contemporanea Alchimia. Con lei approfondisco anche il mondo delle “plastiche” e degli stampi in silicone…”.  Oggi Giovanna ha  un  catalogo di creazioni che trovo onestamente riduttivo  definire OGGETTI  tanto è il fluire di magia che sprigiona ogni suo gioiello.  Piuttosto dei piccoli talismani intrisi di energia vitale.  Non è difficile cogliere le origini sarde dell’artista dalle sue opere, origini che mi hanno suggerito la domanda iniziale di questa breve intervista che Giovanna ci ha voluto regalare.<br />
<strong>TARIBARI: Quanto c’è di Sardegna nelle belle cose che hai fatto e  che stai continuando a creare?</strong><br />
GIO’: Per rispondere onestamente alla tua domanda è necessario dire che la Sardegna che c’è in me è stata nascosta per circa 25 anni …sono andata via molto giovane apprezzando poco di quell’isola che mi sembrava , con tanto mare intorno, così lontana dal mondo che volevo scoprire .Ho sempre pensato che fosse riduttivo considerarsi di un luogo specifico , non aveva importanza da dove venivo Oggi so con certezza e sento con profondità d’animo che la Sardegna è la mia terra e che queste radici sono molto più importanti di ciò che credevo .Queste radici  Sono la mia ispirazione , la mia tradizione la mia memoria, il mio inconscio , i miei valori e il mio ricordo di bambina.</p>
<p><strong>TARIBARI:I tuoi riferimenti culturali che pensi abbiano contribuito a farti approdare al tuo mestiere  che sa tanto di scelta esistenziale. </strong></p>
<p>GIO’: Sono sempre stata affascinata da quanto succedeva alla fine dell’ottocento nel movimento Arts and Crafts, un movimento artistico per la riforma delle arti applicate che getta le basi del moderno design. La valorizzazione dell’artigianato parte da qui , poi viene dimenticata e oggi siamo sempre di più quelli che scelgono di seguire il cuore, la passione , che non temono la fatica di conoscersi e riaffermarsi con se stessi . Come sai ero la classica donna in carriera a cui era proibito di avere anima e quindi di pensare con il cuore unico organo che sopravvive al cervello . La vera scelta è iniziare ad avere paura , a perdere certezze per trovarne delle altre , ridare valore  ai rapporti umani , alla creatività  e alla voglia di esprimersi con il proprio lavoro. Sono fortunata ad avere un compagno che ha creduto in me e mi sostiene ogni volta che inciampo e anche questo è un grande valore ritrovato !</p>
<p><strong>TARIBARI: Sei contenta di questa dimensione? </strong><br />
GIO’: Si sono felice, ho meno cose materiali, meno soldi  e a volte riesco solo a coprire le spese ma               continuo a lovorare duro e a credere che è possibile vivere della propria arte ..ingenua?</p>
<p><strong>TARIBARI: Tornare un giorno nella tua terra?</strong><br />
GIO’: Non lo so ma certamente sono ogni giorno più vicina alla mia terra  e ho tanto da recuperare in termini di conoscenza delle mie origini , della cultura , forse anche di alcuni valori  ma l’ISOLA i sardi ce l’hanno dentro!!!</p>
<p>Visitate  il sito web di Giovanna  www.joy-jo.it</p>
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		<title>LILLO. L&#8217;OSTE PER ECCELLENZA.</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 08:15:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Careddu</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ristoranti nel mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[Lillo Carboni è un personaggio che ha già scritto il suo nome nella storia della nostra città. Lillo è un mio amico. Forse ci scorneremo ancora mille altre volte, come mille altre volte è già successo (perché da angolazioni diverse siamo due testine di minchia)  ma lui resta un mio amico…  Il Lillo dei tempi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.taribari.org/taribari/wp-content/uploads/2011/10/Immagine-744.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1468" title="Immagine 744" src="http://www.taribari.org/taribari/wp-content/uploads/2011/10/Immagine-744.jpg" alt="" width="453" height="303" /></a></p>
<p>Lillo Carboni è un personaggio che ha già scritto il suo nome nella storia della nostra città. Lillo è un mio amico. Forse ci scorneremo ancora mille altre volte, come mille altre volte è già successo (perché da angolazioni diverse siamo due testine di minchia)  ma lui resta un mio amico…  Il Lillo dei tempi del Tumbao è quello che ha offerto un tetto notturno a centinaia di sfaccendati, lavoranti, insonni ai quali non dava cuore ritornare a casa. Il Tumbao è stato un pezzo della vita di tanti di noi. <span id="more-1467"></span> E solo per quel periodo dovremmo essere grati a quest’uomo generoso e burbero, allegro e irascibile, machista e gentiluomo, Incapace di riconoscere apertamente di aver sbagliato ma pronto a recuperare in maniera plateale alla prima occasione. Umano come poche altre persone conosco.  Con Lillo mi sono ubriacato, ho suonato tamburi, ho riso fino a diventare cianotico, ho avuto voglia di picchiarlo con violenza cieca, ho fatto mangiate da ricovero. Lillo è la scintilla, l’idea, l’intuizione. Il gioco di parole che funziona, l’allusione, l’ammiccamento, la battuta da caserma, il romanticismo mieloso. E’ un latino in ogni suo respiro, in ogni gesto. Oggi il Lillo della Rinnovata Taverna Bellieni è l’evoluzione di quegli anni. Come per tutti noi,  e nostro malgrado, meno voglia di giocare e naso schiacciato dalla realtà di questi tempi di merda. Ma nonostante tutto ha trovato la voglia, il  tempo e l’entusiasmo di inventarsi il più bel bar di Sassari, anche se definirlo bar è decisamente riduttivo. Lui da anima alle sue creature: ha gusto, amore per il bello e, senza averci studiato neanche per sbaglio, intuizioni felici da interior designer. La Rinnovata è un locale che, se potesse essere preso per intero con un elicottero e trasportato, potrebbe trovarsi in perfetta sintonia a Cartagena come ad Amburgo, a Lisbona come a Saint Luois.  E’ calore e accoglienza con in più  la firma di quella sfrontatezza tutta sassarese che respiri e che guai se non ci fosse! Lillo è l’oste completo che a Sassari non c’era mai stato perche ne incarna tutti i requisiti: a partire dal caratteraccio fino alla risata contagiosa passando per la passione vera per il suo mestiere di trascinatore di popolo.  L’anima zingara che ci accomuna lo porterà, presto o tardi, a fare qualcos’altro di sorprendente. In attesa godiamoci quando possiamo l’atmosfera unica e irrepetibile della Sua Casa in Via Bellieni , come si direbbe qua da noi, a un “tuncio” da Piazza d’Italia e non dimentichiamoci mai che abbiamo passato serate semplicemente indimenticabili grazie all’incoscienza e alle visioni di questo mio fraterno compagno di strada.</p>
<p><strong><em>RINNOVATA TAVERNA BELLIENI &#8211; via Capitano Bellieni, 3o &#8211; SASSARI</em></strong></p>
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		<title>Riprendiamoci l&#8217;acqua</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 14:02:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Canu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Strano no leggere su taribari di acqua? E non è solo perchè la gran parte delle nostre bevande alcoliche preferite sono in gran parte composte d&#8217;acqua che ne parliamo. Ma perchè il 22 aprile è iniziata la raccolta di firme per tre referendum che, chiedendo di abrogare tre diverse disposizioni legislative emanate da governi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.taribari.org/taribari/wp-content/uploads/2010/05/acqua_non_si_vende_campagna_referendaria.jpg" alt="Referendum Acqua Pubblica" /></p>
<p>Strano no leggere su taribari di acqua? E non è solo perchè la gran parte delle nostre bevande alcoliche preferite sono in gran parte composte d&#8217;acqua che ne parliamo. Ma perchè il 22 aprile è iniziata la raccolta di firme per tre referendum che, chiedendo di abrogare tre diverse disposizioni legislative emanate da governi di vario colore, affermano che l&#8217;acqua non è una merce, che le multinazionali non possono fare utili su un diritto umano universale ed un bene comune come l&#8217;acqua. <span id="more-736"></span><br />
In Italia, dove la privatizzazione del servizio idrico è iniziata (Arezzo, Latina, in Sicilia e in Campania) le tariffe sono aumentate spaventosamente senza che sia stato fatto alcun investimento per eliminare le perdite degli impianti colabrodo o per migliorare il servizio quasi sempre enormemente peggiorato dopo l&#8217;ingresso dei privati in partnership con le amministrazioni pubbliche. Come al solito i privati fanno gli utili e le amministrazioni e i cittadini pagano le perdite. E non solo in Italia ma in Europa e nel mondo. Infatti anche Parigi, capitale di una nazione che ha dato i natali ad alcune delle più potenti multinazionali dello sfruttamento dell&#8217;acqua, non rinnoverà i contratti ai privati e dalla fine di quest&#8217;anno ripubblicizzerà la gestione del servizio idrico. Altre parti d&#8217;Europa si muovono nella stessa direzione e alcuni stati del sud America hanno addirittura inserito nella loro Costituzione l&#8217;intangibilità della proprietà pubblica dell&#8217;acqua. La campagna di raccolta, che dovrà raccogliere almeno 500.000 firme valide entro il 4 luglio 2010 (dovremo quindi raccoglierne almeno 700.000 per evitare sorprese), è partita alla grande: abbiamo già superato le 100.000 firme. Dunque andate sul sito <a href="http://www.acquabenecomune.org/">www.acquabenecomune.org</a>, leggete, informatevi, cercate i banchetti nelle vostre città e firmate. Via le mani degli speculatori e fuori l&#8217;acqua dal mercato: è una battaglia di civiltà e democrazia!</p>
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		<title>Locali: Caffè &amp; Teeria a Sassari</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 16:19:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Canu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La famiglia Mannoni da 45 anni è titolare di un bar, il Caffè Mannoni appunto, incastrato nella centrale via Asproni tra due ingombranti istituzioni totali della città di Sassari: il carcere di San Sebastiano e la basilica di San Giuseppe, la chiesa dei presidenti della reppublica Segni e Cossiga. Se questi ingombranti vicini sono tuttaltro che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.taribari.org/taribari/wp-content/uploads/2008/11/caffeeteeria.jpg" alt="caffeeteeria.jpg" /></p>
<p>La famiglia Mannoni da 45 anni è titolare di un bar, il Caffè Mannoni appunto, incastrato nella centrale via Asproni tra due ingombranti istituzioni totali della città di Sassari: il carcere di San Sebastiano e la basilica di San Giuseppe, la chiesa dei presidenti della reppublica Segni e Cossiga.<span id="more-311"></span> Se questi ingombranti vicini sono tuttaltro che allegri, all&#8217;allegria, fortunatamente, ci pensano i Mannoni. Prima Franco e Vanna, iniziatori dell&#8217;attività, e ora i figli Corrado, Monica e Alessandro hanno servito per anni ottime colazioni a tutta la città.<br />
Da un pò di tempo le cose sono cambiate, e cambiate in meglio: dal seme del Caffè Mannoni è nato Caffe &amp; Teeria&#8230;arte e gusto.<br />
A fianco al bar, in un locale comunicante, da tempo l&#8217;attività del bar era completata da quella della vendita di dolci di alta qualità. Ora il negozio &#8220;Dolcidea&#8221; è stato trasferito in un più ampio locale di fronte e a fianco al bar i Mannoni hanno creato la prima vera sala da tè in città. Oltre 50 varietà di tè a foglia intera provenienti da tutto il mondo sono serviti a regola d&#8217;arte con grande professionalità e grande cura e attenzione anche ai minimi particolari. Dalla temperatura dell&#8217;acqua ai tempi di infusione, dalle tazze alle teiere tutto rispetta alla perfezione le regole secolari per realizzare un infuso di qualità.</p>
<p>Un viaggio che sa di iniziazione quello per i sentieri del tè. Dalla Cina, al Giappone, all&#8217;India, all&#8217;Africa, a Ceylon: un percorso mistico e culturale, quello proposto da Caffè e Teeria, prima ancora che un piacere per il gusto e l&#8217;olfatto per scoprire tè verdi, neri, semifermentati, postfermentati, bianchi dei quali La Via del Tè, l&#8217;importatore di cui Caffè &amp; Teeria è esclusivista, segue interamente tutto il processo produttivo dalla pianta alla distribuzione, con rigorosi canoni di qualità. La sala inoltre ospita ogni mese una diversa mostra d&#8217;arte, corsi di degustazione e degustazioni a tema.<br />
Ma anche il bar ha cambiato faccia: una ricca mescita al bicchiere di vini di qualità sardi, italiani ed internazionali accompagnati da salumi, formaggi e altre delizie ma soprattutto una porta che si apre sul paradiso degli appassionati di birra. Una cinquantina di ettichette che Corrado con l&#8217;aiuto dell&#8217;esperto intenditore Danilo hanno scelto cercando le massime espressioni di qualità tra i vari stili di produzione. Lager, pils, waiss, stout, trappiste e d&#8217;abazia, artigianali, di varietà e qualità introvabili da qualsiasi altra parte in città. E di ognuna, ad accrescere il piacere del bere, ti raccontano<br />
a voce e nella dettagliata carta caratteristiche organolettiche, metodi di produzione e abbinamenti.<br />
Una nota a parte merita il vicinissimo negozio Dolcidea. Oltre ad un piccolo ma fornitissimo angolo enoteca con vini e distillati d&#8217;eccellenza, è il banco dei dolci che fa delirare i golosi. Entrare da Dolcidea è fare un &#8220;viaggio da fermi&#8221; per la Sardegna alla scoperta dell&#8217;immenso e vario patrimonio di dolci tradizionali della nostra isola.<br />
L&#8217;instancabile Vanna insieme a Corrado ha girato l&#8217;isola alla ricerca di piccoli artigiani che producono il meglio di ogni tipo di dolce sardo sia rispettando maniacalmente che, in alcuni casi, innovando la tradizione. E questo immenso patrimonio di cultura e delizie che spesso noi stessi misconosciamo o conosciamo appena è lì in via Asproni, a Sassari a seminare il germe intrinsecamente sovversivo del desiderio e del piacere. Alla faccia di carceri, sacrestani, presidenti e istituzioni totali.</p>
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		<title>Tarthesh Hotel: magie mediterranee</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 17:18:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Canu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Guspini è uno dei maggiori centri del Medio Campidano. Nel passato, anche per via del vicino polo industriale di Villacidro, crebbe molto e disordinatamente. Oggi, con la crisi lavorativa si è progressivamente spopolato ma rimane comunque un paesone di oltre 13.000 abitanti. Il paese in se non è particolarmente bello e non ha grandi attrattive se si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.taribari.org/taribari/wp-content/uploads/2008/07/2b.jpg" alt="2b.jpg" title="2b.jpg" align="left" vspace="10" hspace="10" /><br />
Guspini è uno dei maggiori centri del Medio Campidano. Nel passato, anche per via del vicino polo industriale di Villacidro, crebbe molto e disordinatamente. Oggi, con la crisi lavorativa <span id="more-206"></span>si è progressivamente spopolato ma rimane comunque un paesone di oltre 13.000 abitanti. Il paese in se non è particolarmente bello e non ha grandi attrattive se si escludono i manufatti di Gian Paolo &#8220;Furitto&#8221; Cancedda, maestro della Corporazione Italiana Coltellinai che realizza artigianalmente, anche in versioni nelle quali esprime la sua originale e innovativa creatività, il tipico coltello &#8220;guspinese&#8221; a punta mozza.<br />
Poco fuori dal paese però, è possibile visitare il suggestivo sito minerario di Montevecchio, oggi parzialmente restaurato e trasformato in un vero e proprio museo a cielo aperto di archeologia industriale e memoria politica. Inoltre a meno di 30 km dal paese si trovano alcune spiagge incantate, tra cui quella di Piscinas. E&#8217;  uno dei pezzi più belli e, fortunatamente, ancora selvaggi di costa sarda, spesso deserto e perciò ancora più affascinante.<br />
Insomma a Guspini si va o a comprare i coltelli di Furitto o fare base per le escursioni nei dintorni. O, come nel nostro caso, per dormire e passare alcuni magici momenti al <strong><em>TARTHESH HOTEL</em></strong>.<br />
<img src="http://www.taribari.org/taribari/wp-content/uploads/2008/07/5b.jpg" alt="5b.jpg" title="5b.jpg" align="left" vspace="10" hspace="10" />Alla periferia del paese, dietro un grande quanto anonimo supermercato, si apre il cancello di questo hotel. Piú che un ingresso un varco spaziotemporale attraverso il quale si viene proiettati lontanissimo dalla ordinaria e un pó anonima realtá circostante. Il corridoio ad arco, di pietra calda, su cui si affacciano le porte della hall dell&#8217;hotel e del ristorante finisce con un grande e antico portale di legno. Varcandolo ci si lascia dietro questo mondo (macchine, rumori, supermercato, insignificante periferia) e si entra in un altro. Incantato, fatto di quiete, angoli nascosti, vasche e canto d&#8217;acqua che scorre, prati verdi e alberi che finiscono ai bordi di una grande e meravigliosa piscina. Superata la porta dell&#8217;albergo si é accolti da uno stile unico nel quale costumi sardi e libri sulla nostra storia incontrano monili e vesti di altri popoli, dove i tappeti sardi sono utilizzati alla moda araba, distesi lí con dei puff sopra per potercisi sedere avvolti da una musica esotica e rilassante. Potremmo parlare dell&#8217;essenziale ma curata eleganza delle stanze standard, della raffinatezza, il gusto e il lusso trattenuto e mai ostentato di quelle di livello superiore, della bellezza della cantina rustica, dell&#8217;ampia offerta di massaggi e trattamenti o, a voler trovare per forza diffetti, della maggior cura che avremmo voluto nell&#8217;allestimento della carta dei vini o nella scelta del menu del ristorante. Ma sono difetti veniali questi ultimi, oltre che facilmente rimediabili e giustificati dal fatto che la nostra visita é stata fatta appena dopo alcuni mesi di chiusura.  <img src="http://www.taribari.org/taribari/wp-content/uploads/2008/07/4b.jpg" alt="4b.jpg" title="4b.jpg" align="right" vspace="10" hspace="10" /><br />
Ma tutto passa in secondo piano in un hotel che ci ha conquistati con la sua rilassata magia e con la volontá che sembra sottendere le scelte stilistiche di questo luogo: ricollocare la Sardegna nello spazio geografico e culturale che piú le appartiene. Non l&#8217;Italia o l&#8217;Europa dunque, ma il mediterraneo meridionale che lambisce nord Africa e vicino oriente. Da lí veniamo e lí la scelta di ospitalitá del Tarthesh Hotel sembra volerci ricollocare, seppur per il troppo breve periodo del nostro soggiorno. In attesa che a quel mondo culturale noi Shardana ci si possa un giorno, per sempre e totalmente, realmente ricongiungere. Insh&#8217;Allah.</p>
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		<title>Moriga, il pecorino dell&#8217;incontro</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Mar 2008 19:59:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Careddu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Noi di Taribari, e lo abbiamo scritto con molta chiarezza nella presentazione di questo sito, mettiamo davanti a qualsiasi altro interesse la salvaguardia della nostra identità di sardi, con tutto quello che questa scelta si porta dietro: valorizzazione del patrimonio agroalimentare, studio e mantenimento delle tradizioni culturali, rinnovamento di queste stesse tradizioni. Questo per noi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.taribari.org/taribari/wp-content/uploads/2008/03/image002.gif" alt="image002.gif" /></p>
<p>Noi di Taribari, e lo abbiamo scritto con molta chiarezza nella presentazione di questo sito, mettiamo davanti a qualsiasi altro interesse la salvaguardia della nostra identità di sardi, con tutto quello che questa scelta si porta dietro<span id="more-138"></span>: valorizzazione del patrimonio agroalimentare, studio e mantenimento delle tradizioni culturali, rinnovamento di queste stesse tradizioni. Questo per noi non comporta alcuna tentazione nazionalista ne di chiusura al mondo esterno, ma semmai conoscere e valorizzare il nostro, per accogliere ciò che viene da fuori con rispetto e desiderio di conoscenza e arricchimento. Oggi vi voglio parlare di una delle più belle novità della gastronomia sarda degli ultimi anni: un pecorino che nasce e matura proprio nello spirito che anima Taribari: esaltazione delle nostre fragranze arricchite dall&#8217;incontro con storie e culture lontane dalla nostra isola. Un pecorino prodotto in Sardegna, per l&#8217;esattezza a Nulvi vicino a Sassari, e fatto maturare nelle fosse di arenaria della zona del Pecorino di Fossa dell&#8217;Emilia Romagna. Un vero prodotto dell&#8217;amicizia tra popoli, dell&#8217;incontro tra identità diverse che trovandosi fondono conoscenze secolari per dar vita a qualcosa di nuovo e antico allo stesso tempo. <img vspace="10" align="left" src="http://www.taribari.org/taribari/wp-content/uploads/2008/03/image001.png" hspace="10" alt="image001.png" title="image001.png" />Moriga è il nome di questo splendido formaggio, prodotto in quantità limitatissime e reperibile solo in salumerie specializzate, &#8220;inventato&#8221; e distribuito da Terre di Sardegna di Nulvi, un&#8217;azienda impegnata a recuperare e diffondere l&#8217;eccellenza dei prodotti del Nord Sardegna.<br />
Moriga nasce dal classico processo produttivo utilizzato per i grandi pecorini di Nulvi, terra ad alta vocazione casearia;la maturazione avviene in ambienti termocontrollati e con una paziente e quotidiana unzione della crosta con olio extravergine d&#8217;oliva. Dopo questa prima fase le forme viaggiano per la Romagna dove, da agosto a novembre, soggiornano nelle fosse stravolgendo completamente condizioni ambientali e profilo chimico-organolettico: diminuisce infatti il contenuto di grassi e la carica salina a favore di proteine e calcio. Inoltre il formaggio assume consistenza, profumi e sapori di grande originalità che rappresentano una perfetta sintesi tra un bel pecorino sardo e un autentico Fossa. Il Moriga è davvero un formaggio di straordinaria eleganza: di pasta giallo-chiarissima, all&#8217;olfatto offre sensazioni di macchia mediterranea ed erbe selvatiche con ricordi di sottobosco e muffe nobili; classica consistenza del formaggio da scaglia, prima resistente alla masticazione, per sciogliersi lentamente al palato in un esplosione di suggestioni retronasali che riprendono i riconoscimenti dell&#8217;olfatto con l&#8217;esaltazione delle note tartufate. Non possiamo che rinnovare i complimenti a Piero Usai e Callisto Manca di Terre di Sardegna per averci regalato questo gioiello di bontà e originalità.<br />
TERRE DI SARDEGNA<br />
Nulvi (SS) ph. 3337966397<br />
<a href="http://www.terredisardegna.com/">www.terredisardegna.com</a></p>
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		<title>Locali: Il Paguro a Reggio Emilia</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 14:16:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Careddu</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[Circostanze imprevedibili mi hanno catapultato nei giorni scorsi a Reggio Emilia per circa una settimana. Cittá pulita e, se posso usare un paradosso, esageratamente ordinata e silenziosa. L&#8217;attenzione e la curiosità verso cibo e vino non hanno perso di intensità. Ho cercato ristoranti e buoni locali e il risultato é stato che ho conosciuto momenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" src="http://www.taribari.org/taribari/wp-content/uploads/2008/02/il_paguro_caffe_letterario.jpg" alt="Il Paguro Caffè letterario" title="Il Paguro Caffè letterario" /></p>
<p>Circostanze imprevedibili mi hanno catapultato nei giorni scorsi a Reggio Emilia per circa una settimana. Cittá pulita e, se posso usare un paradosso, esageratamente ordinata e silenziosa. L&#8217;attenzione e la curiosità verso cibo e vino non hanno perso di intensità. Ho cercato ristoranti e buoni locali e il risultato é stato che ho conosciuto momenti <span id="more-54"></span>nè pessimi nè esaltanti. Ho fatto scorpacciate del loro magnifico formaggio in tutte le espressioni, inclusa quella da latte di vacche rosse con 30 mesi di stagionatura. Sublime!<br />
Ho anche avuto la conferma che il loro Lambrusco, se ben vinificato, é un vino tutt&#8217;altro che dozzinale. C&#8217;é stato, a dire il vero, un momento particolarmente degno di nota: la casuale scoperta del Caffé Letterario Paguro.<br />
In un vicolo del Centro, scendendo qualche gradino, ti trovi proiettato in un atmosfera d&#8217;altri tempi; arredi apparentemente informali ma tutto curato fino al dettaglio maniacale, compresi i sevizi le cui fragranze di gelsomino assalgono soavemente l&#8217;olfatto all&#8217;ingresso.<br />
Ti accolgono due giovanissimi ragazzi con un bell&#8217;aspetto anni 70 e lo fanno con misurata e sorridente cortesia. Mi raccontano che la sera successiva si terrà un reading dal titolo “Poeti, indiani e cowboys” un incontro sulla poesia americana, il mito della nuova frontiera, i nativi e la foto d’epoca. Chiedo al giovane proprietario se hanno qualche buon thè particolare; mi guarda sornione e con sospetta disinvoltura mi porge una faraonica quanto preziosa Carta dei The e degli Infusi: davvero una grande scelta! Rimango colpito dal Rosa Mu Dan: tre fiori di thè legati fra loro e frutto di un paziente lavoro manuale, prerogativa di artigiane cinesi. Dopo cinque minuti di infusione di questo gomitolo di the, anche bello da vedere, ne risulta un infuso di un giallognolo molto chiaro, dai profumi delicati e complessi allo stesso tempo, con richiami a fiori e buccia di pesca gialla; il sapore fine, balsamico e di buona persistenza. Ma il Paguro è anche dolci, stuzzichini e una buona scelta di vini insieme a libri, riviste e fumetti&#8230; Un angolo tranquillo e rilassante che consiglio a chiunque passi da quelle parti.</p>
<p>IL PAGURO – Caffè Letterario</p>
<p>Via Monzermone 3/A – Reggio Emilia</p>
<p>Tel. 0522/454837</p>
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