Fiorella e il suo naso…
23 Dicembre 2008 | di Piero Careddu 
Il profumo vive nel tempo, ha la sua giovinezza, la sua maturità e la sua vecchiaia. E soltanto se emana un aroma ugualmente gradevole in tutte e tre queste età della vita si può definire riuscito.” (P. Suskind - Il Profumo)
Uno dei motivi che mi ha fatto invaghire del cibo e del vino, e li ha fatti diventare compagni inseparabili della mia quotidianità, è l’amore per gli odori e la consapevolezza dello smisurato potere di comunicazione e suggestione che si portano dietro. Creare il proprio archivio olfattivo è un lavoro di anni che può nascere solo da una grande e spontanea passione verso odori di ogni genere; una scelta piacevole, quasi una necessità, di soffermarsi a sentire col naso ogni sentore nuovo e inserirlo nella memoria per trovarsi pronti in qualsiasi momento a provare quel piacere sottile che è il riconoscimento e il conseguente meccanismo del ricordo e del racconto.

Se si seguissero le classificazioni delle enciclopedie rock o dei negozi di dischi i Thin Lizzy sarebbero un gruppo hard rock. In realtà la definizione risulta assai riduttiva ascoltando le influenze blues, soul, funk, folk che si innestano in maniera assai evidente su un tessuto musicale sicuramente hard. Per non parlare dei testi, legati alla quotidianità, intrisi di amore, odio, epica e una mai celata passione politica e sociale. Il merito, sostanzialmente, di Philip Lynott bassista e cantante nero irlandese, ma soprattutto uno dei più grandi scrittori di canzoni e melodie della storia del rock. 



Commenti recenti